IL PROGETTO

Models For a Top Life è una campagna di comunicazione sul tema del pericoloso accostamento alcol – incidenti stradali.

Alla base, una mostra fotografica realizzata con la partecipazione di comuni ragazzi che prestano la loro immagine al fine di trasmettere uno sguardo di sfida al problema in questione.

La scelta di indirizzare questa specifica iniziativa di comunicazione ai giovani, nasce dalla necessità di inviare un messaggio che non sia di ammonimento o di condanna, ma esclusivamente di riflessione sulla loro età, sulla loro bellezza e libertà.

E’ per questo che, nello specifico, si propone a 10 ragazzi e 10 ragazze, scelti tramite apposito casting in una discoteca, di essere modelli per una vita al top, in maniera tale da consentire agli stessi di rivolgersi ai loro coetanei, principali vittime del disagio trattato.

La prima tappa della mostra fotografica/campagna sociale è stata ospitata dalla Regione Abruzzo ed inaugurata ad Avezzano, il 3 agosto 2007, durante una serata evento fatta di musica e fotografia: le opere sono rimaste esposte fino al 12 agosto nella splendida cornice di Piazza Risorgimento. Un debutto che ha avuto un enorme successo e che ci ha confermato quanto questa idea sia meritevole di sostegno. Molte le richieste di varie città italiane per riproporre lo stesso evento nei loro comuni. La enorme partecipazione di giovani e meno giovani che si sono emozionati con noi nella realizzazione è stata una chiara risposta a quello che in cuor nostro speravamo. Un successo che per la prima volta vede ragazzi comuni ambasciatori di un messaggio verso i loro coetanei.

Perché dovrebbe essere valida questa iniziativa? Perché è l’unica, fra le campagne sociali, in cui sono direttamente i ragazzi a parlare ai loro coetanei. Perché andiamo nelle discoteche, non a misurare i tassi alcolici, ma a cercare ragazzi che facciano da portavoce ai loro compagni, ai loro amici e a quelli che non conoscono. Perché non cerchiamo l’astemio del gruppo, cerchiamo il gruppo. Perché vent’anni li abbiamo avuti tutti e gli ammonimenti non sono mai andati giù neanche a noi, anzi alimentano spirito di ribellione. Perché nei nostri cuori c’è la voglia di valorizzarli e non di condannarli. E solo loro possono aiutare se stessi, noi gli diamo solo una mano fornendo un mezzo di comunicazione fatto di  musica e fotografia. Li rendiamo protagonisti consapevoli di una campagna sociale contro le ‘stragi del sabato sera’.

E’ chiaro che, affinché la campagna sociale abbia effetto, l’ideale sarebbe organizzare in ogni comune prescelto la stessa situazione. E per rendere ancora più incisivo l’impatto creato dalla mostra abbiamo scelto di far comunicare queste immagini, unendo alla fotografia il linguaggio giovane per eccellenza, quello della  musica. E dobbiamo dire che, il successo del debutto, ci ha confermato che la nostra idea di comunicazione sociale si è rivelata coinvolgente e assolutamente innovativa per i giovani.

Siamo stati invitati dall’Organizzazione del Premio Aretè alla Comunicazione Responsabile, a candidarci nella categoria ‘Comunicazione Sociale’.